Magioncalda, frazione del Comune di Carrega Ligure (AL), è l'ultimo paese, in ordine geografico, presente sul versante del Rio Carreghino, l'estremo eremo a sud del versante orientale del Comune; quello occidentale, sul Rio Campassi, è rappresentato dalle rovine di quello che fu Reneussi, estremo borgo di Vegni.

14 luglio 1197: Risale a questa data il primo documento noto in cui Baiamonte di Figino dona una sua proprietà situata a Magioncalda, intorno alla chiesa locale, al figlio Rogerio, monaco dell'abbazia di Santa Maria di Rivalta.

Gestione monastica: Nel 1210, attraverso uno scambio di terreni, il monastero di Rivalta acquisisce tutti i possedimenti (boschi, pascoli, prati e terreni coltivati) a Magioncalda, precedentemente appartenuti a Murro di Cremonte e ai suoi fratelli. Questi terreni si trovavano nel territorio che dalla Costa di Vegni discendeva verso Carrega.
Grangia cistercense: Un diploma di Federico II del 6 aprile 1217 conferma i beni dell'abbazia di Rivalta e menziona specificamente la grangia di Magioncalda, un'unità produttiva agricola gestita dai monaci.

Seconda Guerra Mondiale: La zona, trovandosi in un'area impervia tra la Val Trebbia e la Val Borbera, ha avuto un ruolo nelle attività partigiane.
Recupero del mulino: Recentemente, grazie all'iniziativa dei giovani del Consorzio Montano di Magioncalda, è stato recuperato un antico mulino ad acqua, utilizzato fino ai primi del Novecento per la macina di cereali e castagne. Questo mulino è un simbolo della rinascita della comunità locale e delle tradizioni rurali della zona.

Progetti di valorizzazione: Magioncalda fa parte dell'Ecomuseo dei Sette Ricordi e partecipa a progetti di rigenerazione culturale e sociale, come "Appennino Futuro Remoto", volti a valorizzare il patrimonio storico e naturale dell'area.