La Val Borbera (Appennino tra Piemonte e Liguria, provincia di Alessandria) ha una fauna molto ricca perché è una zona poco urbanizzata con boschi, torrenti e ambienti rocciosi. Qui vivono sia specie tipiche dell’Appennino sia alcune specie rare o tornate recentemente.

Tra i mammiferi più comuni o significativi della valle ci sono: il Lupo (Canis lupus), presente stabilmente da circa vent’anni con branchi monitorati; il Cinghiale, molto diffuso nei boschi; il Capriolo, frequente nelle radure e nei margini dei boschi; la Volpe, predatore molto comune; il Tasso e la Faina, piccoli carnivori notturni; l' Istrice (Hystrix cristata), specie relativamente recente nella zona; il Gatto selvatico europeo (Felis silvestris), documentato con fototrappole negli ultimi anni.
Possibile (ma più raro): lo Sciacallo dorato, segnalato nell’Appennino ligure-piemontese.

L’avifauna è molto ricca, con specie forestali e di ambienti aperti tra cui: il Biancone (aquila mangia-serpenti), il Succiacapre, l'Averla minore, la Tottavilla, l'Ortolano: oltre a poiane, falchi, picchi, civette e gufi.

Tra i rettili troviamo: il Saettone, il Colubro liscio, la Natrice tessellata (legata ai corsi d’acqua), la Vipera in alcune zone rocciose.

Anche il mondo degli anfibi è molto variegato, possiamo infatti trovare: la Salamandrina dagli occhiali, la Rana italica (in Piemonte presente quasi solo qui), il Geotritone di Strinati.

Tra i chirotteri sono presenti oltre ai più comuni pipistrelli: la Barbastella, il Pipistrello nano, il Vespertilio di Daubenton, il Ferro di cavallo maggiore e minore

Tra gli insetti e le specie invasive, negli ultimi anni è stato segnalato anche il calabrone asiatico (Vespa velutina), predatore delle api.

La fauna ittica è abbastanza interessante anche se meno celebre di altre realtà. Questo dipende dal fatto che il torrente Borbera e i suoi affluenti sono corsi d’acqua torrentizi, limpidi e poco antropizzati, condizioni ideali per alcune specie ma limitanti per altre.

Nel bacino del Borbera si distinguono tre fasce principali (schema tipico anche dei corsi d’acqua appenninici vicini):

  • Alto corso (montano) → acque fredde, veloci, ossigenate
  • Tratto medio → zona di transizione
  • Basso corso → acque più lente e calde
  • Questa diversità crea habitat per specie differenti

Anche se non esiste una lista ufficiale unica pubblica per la sola Val Borbera, si può ricostruire la fauna ittica combinando dati del bacino Scrivia-Borbera e ambienti simili:

1. Specie tipiche dei tratti montani: (salmonidi): Trota fario (Salmo trutta), la specie simbolo dominante nei torrenti freddi; possibile presenza (o introduzione) di trota iridea (alloctona, da ripopolamento). Queste specie indicano acque di alta qualità ambientale

2. Specie dei tratti intermedi (zona mista): Barbo (Barbus plebejus), Cavedano (Squalius squalus), Vairone (Telestes muticellus), Lasca (Chondrostoma genei) (specie vulnerabile). Qui la biodiversità aumenta: convivono specie di corrente e più generaliste

3. Specie dei tratti più lenti o bassi: Ciprinidi vari (caratteristici delle acque più calme) e in alcuni casi la Carpa o la Trota iridea, principalmente introdotte per la pesca sportiva.

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