Funghi
In Val Borbera (Appennino piemontese, zona molto boschiva con castagni, querce e faggi) si trovano parecchie specie di funghi, soprattutto in autunno ma anche tra fine estate e inizio inverno.
I commestibili più facili da trovare sono i Porcini (Boletus edulis), principalmente nei boschi di faggio, castagno e quercia.
Nei boschi misti i profumatissimi Galletti / Finferli (Cantharellus cibarius) mentre su tronchi e radici di alberi i Chiodini (Armillaria mellea).
Diffusi anche i Prataioli selvatici (Agaricus campestris), le Mazze di tamburo (Macrolepiota procera), facilmente riconoscibili.
Presenbti anche le Russule in varie specie, alcune ottime, altre piccanti (da evitare).
Serve un permesso per la raccolta nella zona in cui limite di raccolta quotidiana è di 3 kg.
Attenzione, invece, ai funghi velenosi, molto presenti su tutto il territorio, dalla mortale Amanita phalloides all'altrettanto pericolosa Amanita muscaria (rossa con puntini bianchi) e all'Amanita pantherina.
Non siamo ad Alba e quindi pur essendo una risorsa naturale interessante, grazie anche al clima favorevole, la Val Borbera non rappresenta il primo obiettivo per un fungaiolo esperto.
Comunque, la valle ha caratteristiche ideali per la crescita dei tartufi: boschi estesi e poco frequentati, terreni calcarei e argillosi, buona umidità e presenza di piante simbionti (querce e noccioli), tutte condizioni ideali per la loro diffusione.
Tra quelli presenti troviamo:
il Tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum), il più famoso e costoso, con un profumo molto intenso;
il Tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum), più delicato, usato spesso in cucina;
il Tartufo estivo (scorzone), più comune e accessibile.
La regolamentazione della raccolta, in Piemonte, è la seguente:
Bianco: ottobre – gennaio
Nero pregiato: dicembre – marzo
Scorzone: estate e autunno
Serve un tesserino regionale e si usa sempre il cane addestrato.
Impiego in cucina
In Val Borbera lo trovi spesso in piatti tipici:
tagliolini al tartufo
uova al tartufo
fonduta o carne con tartufo
Eventi autunnali della valle lo valorizzano insieme a funghi e castagne.


