Lupini a Carrega?

Sì, il lupino si può coltivare a Carrega Ligure, e direi che è una coltura piuttosto interessante da sperimentare, soprattutto per la sua adattabilità ai terreni poveri e acidi dell’Appennino.

A Carrega, però, bisogna scegliere bene specie, esposizione e periodo di semina.

Carrega è intorno ai 950 m, con un territorio che va da circa 560 a oltre 1.600 m. Il clima è fresco, con estati brevi e inverni freddi; il lupino bianco (Lupinus albus) è particolarmente interessante perché è una specie autunno-vernina: il CREA indica che tollera abbastanza bene il freddo e che normalmente viene seminato in ottobre-novembre, arrivando a maturazione in giugno-luglio.
Questo è un punto a favore di Carrega: il problema principale non sarebbe tanto il freddo invernale quanto riuscire a portare la pianta a maturazione prima che arrivi un’estate troppo breve.

Il terreno è ancora più importante, il lupino vuole: terreno sciolto e ben drenato (niente ristagni d’acqua), acido o subacido, poca esigenza di fertilizzazione, pieno sole.
Il disciplinare agronomico indica per il lupino un intervallo di pH molto ampio, circa 4,5–7,5, ma segnala problemi nei terreni calcarei.
Qui Carrega potrebbe avere un vantaggio notevole: molti terreni appenninici poveri e acidi sono proprio il tipo di ambiente nel quale il lupino può dare buoni risultati.

Per iniziare scegliere la quota tra gli 800 e i 1000 metri; esposizione sud, sud-est o sud-ovest, terreno leggermente inclinato, posizione riparata, buona insolazione, terreno non troppo umido.

A 1.200–1.400 m diventerebbe invece molto più difficile ottenere una buona maturazione dei semi.

Nota: il lupino potrebbe essere particolarmente adatto a una piccola sperimentazione a Carrega perché non è una coltura che richiede un terreno ricco. Inoltre è una leguminosa e fissa l’azoto atmosferico attraverso i suoi noduli radicali.

Quindi potrebbe avere senso anche come coltura di recupero di piccoli appezzamenti abbandonati, prima di introdurre altre colture.
Il territorio di Carrega, del resto, è caratterizzato da un abbandono agricolo molto avanzato e da una prevalenza di boschi, con prati e pascoli ormai frammentati.