La storia delle Trenette

La storia delle trenette genovesi è quella della pasta popolare genovese e non semplicemente dall’abbinamento con il pesto.
Le trenette sono una pasta lunga, stretta e leggermente schiacciata, tipica soprattutto dell’area genovese. Il nome è generalmente ricondotto al genovese trena, cioè “cordoncino”, “stringa”; Treccani le definisce infatti una voce ligure, probabilmente diminutivo di trena.
Ma c’è un particolare storico importante: le trenette non nacquero necessariamente come pasta “nobile” da pesto. Nella Genova tradizionale esisteva la cosiddetta pasta avvantaggiata, una pasta preparata con farine meno raffinate, contenenti una certa quantità di crusca o farina integrale e, in alcune ricostruzioni, anche farina di castagne. Era quindi una pasta più economica rispetto a quella ottenuta dalla farina bianca più raffinata.
Il termine avvantaggiata è quindi quasi ironico: era “avvantaggiata” perché costava meno, non perché fosse una pasta particolarmente pregiata.

Una fonte dell’Università di Genova, citando la Storia economica del ’700 genovese di Giulio Giacchero, colloca le trenette già nel XVIII secolo e collega il nome alla trenna, una fettuccia di tessuto a sezione ovale che veniva avvolta in matasse. La stessa fonte ricorda che le trenette erano tradizionalmente raccolte in matasse per l’essiccazione. Un’altra ricostruzione riferisce esplicitamente la presenza nel Settecento delle “trenette avantagè“, associate al condimento con pesto, patate e fagiolini.

Quindi è prudente evitare l’affermazione, abbastanza diffusa, secondo cui le trenette sarebbero semplicemente una pasta nata nell’Ottocento: abbiamo indizi documentari che ne attestano l’esistenza già nel Settecento.

Per quanto riguarda il pesto, è necessario distinguere due storie che successivamente si sono fuse.

Il pesto genovese nella forma che conosciamo oggi si afferma nell’Ottocento, mentre il suo predecessore ha radici più antiche. La ricetta moderna combina basilico, aglio, pinoli, formaggio e olio pestati a freddo nel mortaio.

Le trenette, quindi, erano già una realtà della cucina genovese quando il pesto moderno si affermò. Il matrimonio fu però straordinario: la superficie ruvida e leggermente convessa delle trenette trattiene molto bene il pesto.

E qui entra in gioco la cucina povera. Perché patate e fagiolini?
La versione tradizionale genovese non è semplicemente: trenette + pesto ma trenette + pesto + patate + fagiolini.

Le verdure vengono cotte nella stessa acqua della pasta e contribuiscono a rendere il piatto più sostanzioso. È una caratteristica ancora riconosciuta come tradizionale della preparazione ligure. Dal punto di vista storico è perfettamente coerente con la cucina popolare ligure: pochi ingredienti, facilmente reperibili, uniti a una pasta economica per trasformarla in un pasto completo.

E c’è un’altra curiosità: le trenette non erano necessariamente destinate soltanto al pesto. Una fonte gastronomica ricorda un abbinamento più antico dell’area spezzina con ragù di fagioli.

Un dettaglio che spesso si perde: le trenette tradizionali non sono esattamente le linguine, ma hanno una sezione più spessa e caratteristicamente ellittica mentre le linguine sono più sottili e piatte. La differenza può sembrare minima oggi, soprattutto perché la produzione industriale ha uniformato moltissimi formati, ma nella tradizione ligure il formato aveva una precisa funzione gastronomica.

Si può dunque ricostruire questa evoluzione: pasta popolare genovese → trenette/trenette avvantaggiate → condimenti semplici → affermazione del pesto moderno → matrimonio con patate e fagiolini → nascita del grande classico “trenette al pesto”.