Opinione

Tra nebbia e silenzio

Come un dipinto di Monet, l’Alta Val Borbera è avvolta da un paio di giorni in una nebbia tipica di quella visione romantica.
Complice una persistente bonaccia che da altrettanto tempo, ferma quasi tutti gli anemometri sullo zero.

Persino le foglie hanno smesso di cadere, qualcuna da un vicino ciliegio precipita per l’intervento di una gazza nel suo andirivieni.

Colonna sonora di tutto ciò il silenzio totale, intervallato dal cinguettio mattutino di passerotti e pettirossi, il miagolio di un gatto nella sua pretesa di cibo, il lontano muggito di una mucca in attesa della mungitura.

I turisti sono ormai andati via da qualche settimana e il territorio è restituito al suo tipico torpore autunnale mentre i pochi camini accesi offrono rapidi aneliti di fumo che subito scompaiono tra la bruma.

In questa apparente visione onirica, la pace invita alle passeggiate e alla lettura di un romanzo che completi la soddisfazione di una vita reale; lontano dallo stress di scioperi, fatti di cronaca e abbrutimenti politici tipici di questi tempi.
A completare l’opera, niente radio, TV o quotidiani al fine di rallegrare ancor di più lo spirito.

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