Ambiente

Eolico: giudicati irreversibili gli impatti sull’Appennino

“Impatti irreversibili sui crinali dell’Appennino”: dal ministero della cultura No alle 20 torri eoliche
Parere negativo della Soprintendenza speciale per il Pnrr al progetto della 15 Più energia tra Val Borbera, Val Curone e Valle Staffora. Si attende il giudizio finale del Mase.

Si va verso il no definitivo alle gigantesche 20 torri eoliche sull’Appennino in Val Borbera, Val Curone e Valle Staffora. Due i crinali interessati: il primo nei Comuni Albera, Cabella e Fabbrica Curone dove sono previsti 8 aerogeneratori, il secondo nel territorio di Santa Margherita di Staffora, sul confine con la Lombardia, con 12 torri.

La Soprintendenza speciale per il Piano nazionale di ripresa e resilienza, per conto del ministero della Cultura, ha espresso parere negativo al progetto della 15 Più energia, contestato da enti pubblici e cittadini sin dal deposito nel gennaio 2023.

In un dettagliato documento di 34 pagine sono stati sviscerati tutti gli aspetti di competenza relativi al progetto, definendo un quadro negativo degli impatti soprattutto paesaggistici ma non solo. L’intervento andrebbe infatti a interessare 3065 ettari di territorio ad altitudini da 1400 e 1500 metri, in habitat quasi del tutto incontaminati. Il parere della Soprintendenza speciale ha preso in considerazione anche le osservazioni delle Soprintendenze Archeologica belle arti e paesaggio di Parma e della Liguria, basate sull’impatto visivo dell’impianto, anche a decine di chilometri, causato dall’alterazione del profilo del crinale, senza contare l’impatto sulla rete sentieristica, in particolare sulla Vai del Sale.

Il ministero della Cultura, tra la Soprintendenza speciale per il Pnrr, ha sottolineato che “il paesaggio risulta caratterizzato dalla permanenza di naturalità e scarsa antropizzazione e, nello specifico, il paesaggio dell’alta montagna, costituito da estese aree boscate e praterie-pascoli nelle fasce di crinale, le cui peculiarità non comuni rischierebbero la totale perdita di valore a causa di massive modifiche della morfologia, che comporterebbero la compromissione del naturale profilo e consumo di suolo perpetrato attraverso gli estesi disboscamenti“. E’ infatti presto il taglio di 41 ettari di bosco per l’installazione delle torri, alte ben 206 metri.

I crinali appenninici interessati “sono aree di dichiarate di notevole interesse pubblico e quindi sottoposte a tutela. In particolare, tra gli altri, la zona delle Alte Valli Borbera e Curone nei Comuni di Cabella Ligure, Mongiardino Ligure e Carrega Ligure, con “panoramiche viste che spaziano dall’arco alpino al mar Ligure ed ai vasti lembi di natura selvaggia, soprattutto dal punto di vista botanico e faunistico”. Inoltre, “il carattere eccezionale del paesaggio è ulteriormente tutelato anche dal punto di vista ambientale, per la presenza di numerosi siti della Rete Natura 2000, che coincidono in parte anche con le aree vincolate dal Codice dei Beni culturali”. Non solo: gli impatti, secondo il ministero, non sarebbero reversibili anche in caso di dismissione completa dell’impianto e il paesaggio rischierebbe una radicale trasformazione qualora l’impianto fosse realizzato.

Le maxi torri sono quindi considerate “non compatibili” con il contesto paesaggistico e le tutele del Patrimonio culturale. Un parere che era stato preceduto, a luglio, da quello della Commissione tecnica Pnrr-Pniec del ministero dello Sviluppo economico (Mase), anch’esso negativo dal punto di vista ambientale ma non ancora pubblicato.

“Siccome abbiamo due pareri concordanti, entrambi negativi – spiega Giuseppe Raggi (Comitato 4p) nei prossimi giorni, a conclusione della Valutazione di impatto ambientale (VIA), il direttore generale del MASE firmerà un decreto contenente il giudizio di valutazione ambientale, che giocoforza sarà negativo. Dalla pubblicazione la società 15 Più avrà 60 giorni per ricorrere al TAR oppure 120 giorni per ricorrere al Presidente della Repubblica. Una volta spirati questi termini senza che ci siano stati ricorsi, il MASE dovrebbe convocare di nuovo la conferenza dei servizi per chiudere formalmente la partita”.

L’assessore regionale agli Enti locali Enrico Bussalino commenta: “Un risultato estremamente importante e un passo significativo nella battaglia che abbiamo portato avanti con determinazione per la tutela del nostro territorio. Come Regione Piemonte, fin dall’inizio, abbiamo espresso con chiarezza la nostra contrarietà a un intervento che avrebbe avuto un impatto rilevante sul paesaggio e sull’identità delle nostre montagne, sostenendo le preoccupazioni delle comunità locali e degli amministratori del territorio. Non siamo contrari alle energie rinnovabili, ma riteniamo che la transizione energetica debba essere realizzata nel rispetto dell’ambiente, del paesaggio e delle peculiarità dei territori, senza imporre opere che rischiano di comprometterne irreversibilmente il patrimonio naturalistico“.

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