{"id":835,"date":"2025-09-15T03:09:45","date_gmt":"2025-09-15T01:09:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/?p=835"},"modified":"2025-09-15T03:09:46","modified_gmt":"2025-09-15T01:09:46","slug":"il-calabrone-asiatico-arriva-in-val-borbera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/2025\/09\/15\/il-calabrone-asiatico-arriva-in-val-borbera\/","title":{"rendered":"Il calabrone asiatico arriva in Val Borbera"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Val Borbera non era ancora stata toccata, ma il 19 agosto \u00e8 arrivata la conferma: il calabrone asiatico \u00e8 qui. Due esemplari di Vespa velutina, specie aliena invasiva nota per la sua pericolosit\u00e0 verso le api mellifere e altri insetti impollinatori, sono stati catturati nelle trappole predisposte dall\u2019Ente di gestione delle Aree Protette dell\u2019Appennino Piemontese a Rocchetta Ligure. Un riscontro che pesa, perch\u00e9 segna l\u2019avanzata della specie in un\u2019area che fino a pochi giorni fa non rientrava tra le zone infestate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019individuazione della Vespa velutina nel cuore dell\u2019Appennino piemontese cambia lo scenario. Se fino a oggi la diffusione era concentrata in Liguria e Toscana, con prime segnalazioni anche in provincia di Torino nel 2023, ora la presenza in Val Borbera certifica che il predatore sta risalendo lungo nuovi comprensori montani. Ogni avvistamento sposta in avanti la frontiera, complicando gli sforzi di contenimento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiamata anche calabrone dalle zampe gialle, la Vespa velutina \u00e8 un predatore spietato: staziona davanti agli alveari e cattura le api al volo, decimando le colonie e riducendo la loro capacit\u00e0 di sopravvivere. Le conseguenze sono ambientali, perch\u00e9 colpiscono impollinatori indispensabili alla biodiversit\u00e0, ed economiche, perch\u00e9 mettono in ginocchio l\u2019apicoltura, gi\u00e0 sotto pressione tra crisi climatica e fitofarmaci. Non va ignorato neppure il rischio per le persone: i nidi di questa specie, spesso costruiti in zone urbane o periurbane, possono rappresentare un pericolo concreto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Vespa velutina \u00e8 stata osservata per la prima volta in Italia nel 2012, dopo aver colonizzato gran parte della Francia. In poco pi\u00f9 di dieci anni ha conquistato Liguria, Toscana e progressivamente nuove aree del Nord. L\u2019avvistamento in Val Borbera dimostra che la sua avanzata non si arresta, spinta da un\u2019elevata capacit\u00e0 di adattamento e riproduzione. Ogni nuova segnalazione in territori \u201cvergini\u201d \u00e8 una cattiva notizia per apicoltori e ambientalisti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Ente di gestione delle Aree Protette ha reagito immediatamente: nuove trappole selettive sono state collocate per monitorare la presenza, mentre le squadre di intervento seguono le traiettorie di volo degli esemplari catturati per localizzare eventuali nidi. La rapidit\u00e0 \u00e8 fondamentale: eliminare un nido nelle fasi iniziali della stagione significa prevenire la nascita di centinaia di individui pronti a diffondersi. \u00c8 una corsa contro il tempo, giocata su coordinamento, tecniche di monitoraggio e capacit\u00e0 di risposta.<br>Ma da sole le istituzioni non bastano. L\u2019appello dell\u2019Ente \u00e8 chiaro: serve la collaborazione dei cittadini. Ogni avvistamento \u2013 di un esemplare, di un nido sospetto, di comportamenti predatori davanti a un alveare \u2013 va segnalato tempestivamente. La rete di attenzione diffusa \u00e8 la prima vera arma per arginare l\u2019espansione di questa specie. In Francia, dove il calabrone asiatico \u00e8 arrivato prima, l\u2019esperienza dimostra che il coinvolgimento attivo delle comunit\u00e0 locali pu\u00f2 fare la differenza nella rapidit\u00e0 di intervento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il caso di Rocchetta Ligure diventa cos\u00ec un banco di prova per l\u2019intero territorio piemontese. Tutela della biodiversit\u00e0 e difesa dell\u2019apicoltura si intrecciano in una sfida che riguarda tutti: senza impollinatori, la produzione agricola e l\u2019equilibrio degli ecosistemi entrano in crisi. L\u2019arrivo della Vespa velutina in Val Borbera ricorda quanto sia fragile questo equilibrio e quanto sia urgente intervenire con prevenzione e coordinamento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Investire oggi in monitoraggi mirati, azioni tempestive e sensibilizzazione pubblica significa ridurre i costi ambientali ed economici di domani. Perch\u00e9 quando un\u2019invasione biologica si consolida, riportare indietro l\u2019orologio diventa quasi impossibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right has-cyan-bluish-gray-background-color has-background has-small-font-size wp-block-paragraph\">Fonte: <a href=\"https:\/\/www.giornalelavoce.it\/news\/attualita\/622746\/calabrone-asiatico-alle-porte-del-piemonte-scatta-lallarme-per-biodiversita-e-apicoltura.html\">La Voce<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Val Borbera non era ancora stata toccata, ma il 19 agosto \u00e8 arrivata la conferma: il calabrone asiatico \u00e8 qui. 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Chiamata anche calabrone dalle zampe gialle, la Vespa velutina \u00e8 un predatore spietato: staziona davanti agli alveari e cattura le api al volo, decimando le colonie e riducendo la loro capacit\u00e0 di sopravvivere. Le conseguenze sono ambientali, perch\u00e9 colpiscono impollinatori indispensabili alla biodiversit\u00e0, ed economiche, perch\u00e9 mettono in ginocchio l\u2019apicoltura, gi\u00e0 sotto pressione tra crisi climatica e fitofarmaci. Non va ignorato neppure il rischio per le persone: i nidi di questa specie, spesso costruiti in zone urbane o periurbane, possono rappresentare un pericolo concreto. La Vespa velutina \u00e8 stata osservata per la prima volta in Italia nel 2012, dopo aver colonizzato gran parte della Francia. In poco pi\u00f9 di dieci anni ha conquistato Liguria, Toscana e progressivamente nuove aree del Nord. L\u2019avvistamento in Val Borbera dimostra che la sua avanzata non si arresta, spinta da un\u2019elevata capacit\u00e0 di adattamento e riproduzione. Ogni nuova segnalazione in territori \u201cvergini\u201d \u00e8 una cattiva notizia per apicoltori e ambientalisti. L\u2019Ente di gestione delle Aree Protette ha reagito immediatamente: nuove trappole selettive sono state collocate per monitorare la presenza, mentre le squadre di intervento seguono le traiettorie di volo degli esemplari catturati per localizzare eventuali nidi. La rapidit\u00e0 \u00e8 fondamentale: eliminare un nido nelle fasi iniziali della stagione significa prevenire la nascita di centinaia di individui pronti a diffondersi. \u00c8 una corsa contro il tempo, giocata su coordinamento, tecniche di monitoraggio e capacit\u00e0 di risposta.Ma da sole le istituzioni non bastano. L\u2019appello dell\u2019Ente \u00e8 chiaro: serve la collaborazione dei cittadini. Ogni avvistamento \u2013 di un esemplare, di un nido sospetto, di comportamenti predatori davanti a un alveare \u2013 va segnalato tempestivamente. La rete di attenzione diffusa \u00e8 la prima vera arma per arginare l\u2019espansione di questa specie. In Francia, dove il calabrone asiatico \u00e8 arrivato prima, l\u2019esperienza dimostra che il coinvolgimento attivo delle comunit\u00e0 locali pu\u00f2 fare la differenza nella rapidit\u00e0 di intervento. Il caso di Rocchetta Ligure diventa cos\u00ec un banco di prova per l\u2019intero territorio piemontese. Tutela della biodiversit\u00e0 e difesa dell\u2019apicoltura si intrecciano in una sfida che riguarda tutti: senza impollinatori, la produzione agricola e l\u2019equilibrio degli ecosistemi entrano in crisi. L\u2019arrivo della Vespa velutina in Val Borbera ricorda quanto sia fragile questo equilibrio e quanto sia urgente intervenire con prevenzione e coordinamento. 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Fonte: La Voce<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":836,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-835","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ambiente"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/835","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=835"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/835\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":837,"href":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/835\/revisions\/837"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media\/836"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=835"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=835"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.altavalborbera.it\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=835"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}